C’è vita su TikTok! La dura lezione alla prof. di Corsivöe Elisa Esposito

28 Giu, 2023News

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C’è vita su TikTok! La dura lezione alla prof. di Corsivöe Elisa Esposito.

di Ivano Zoppi
Segretario generale

Fondazione Carolina

Tanto tuonò che alla fine piovve!

Elisa Esposito, la celeberrima professoressa di Corsivöe  – lo slang strascicato più amato dai teenager – ha fatto le valigie e ha congelato il suo profilo da un milione e mezzo di follower su TikTok, il social numero uno tra le nuove generazioni.

La ribellione, comunicata urbi et orbi alle agenzie stampa e affidata ad un ultimo arrabbiatissimo contenuto video, lascerà il popolo di TikTok orfano dei fondamentali contributi proposti dalla giovane influencer, tra le prime a ribellarsi al sistema delle App e alla spada di Damocle dell’algoritmo.

Il motivo del contendere? Il social network Made in China ha tolto i suoi video tra quelli suggeriti

Il social network Made in China ha tolto i suoi video tra quelli suggeriti, nonostante rispondano – almeno secondo la Esposito – ai desiderata dei followers, prova ne sia che su YouTube gli stessi contenuti “continuano a fare milioni di visualizzazioni”. 

E allora che succede? Proviamo a fare i compiti e a risolvere il problema che tanto affligge la “Professoressa”

Le chiavi di lettura sono due.

  1. La prima, in ordine deduttivo, sono le continue segnalazioni, unite ai commenti negativi rispetto ai contenuti della Esposito che, come spiegato dalla stessa influencer, evidentemente non sono passati inosservati a sua maestà l’Algoritmo.
     
  2. La seconda, che può sfuggire anche alle intelligenze artificiali, è che Youtube ha un altro target, certamente meno giovane rispetto al social cinese.

Restando in un campo semantico più affine alla didattica, il denominatore comune di queste spiegazioni sembrerebbe essere proprio “il senso critico”, altro che algoritmo!

Come nel caso della giovanissima baby follower di Chiara Ferragni

Il caso è di qualche settimana fa: anche qui le generazioni più giovani sono quelle più propense a smarcarsi da certe condotte borderline, sopra le righe e dal retrogusto tipico del click bait che possono rappresentare una facile scorciatoia anche per le star più luminose del web.

Ed ecco che, anche una Regina Mida come Chiara Ferragni inciampa in un selfie nonostante sia senza vestiti. Benché appena undicenne, una sua follower le segnala che non c’era alcun motivo per pubblicare quello scatto, se non strizzare l’occhio all’utenza di massa, scatenando le ire della diva da smartphone che, intanto si trincerava nel diritto a postare il corpo della donna senza doversi curare di imbarazzi e malelingue.

Della serie, “la malizia è negli occhi di chi guarda”.

Sui social stiamo assistendo ad una positiva inversione di tendenza

Eppure, quello che oggi denuncia in stampatello Elisa Esposito la prof. di corsivo, rappresenta un secondo importante indizio sulla positiva inversione di tendenza in atto.

I giovani, anzi giovanissimi utenti sono stufi della banalizzazione, degli stereotipi, finanche dell’intrattenimento propinato sui social.

I loro idoli non sono più sul piedistallo televisivo o discografico, bensì nella tasca dei jeans, sempre pronti a garantire una performance dopo un loro semplice click. Il rapporto è diretto e quotidiano, nessun timore reverenziale.

I baby follower, quelli che a volte sul web neppure dovrebbero starci, sono gli unici a chiedere qualità. A pretendere un cambio di passo. I cuccioli stanno crescendo, così come il loro desiderio legittimo di imporre altri linguaggi, fenomeni e standard al mondo. A partire da quello digitale.

Siamo tutti avvisati, chi non regge il passo può anche uscire dal gioco.

Non importa quante interazioni hai ottenuto, l’importante è non tradire il patto di fiducia con il pubblico. Altrimenti rischi di essere dimenticato, come una moneta nella tasca dei jeans.

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