Progetto TRACeD: la violenza di genere è il primo rischio online

20 Apr, 2023News

NOVITÀ

All’aumentare dei progressi tecnologici corrisponde un aumento dei rischi legati ai fenomeni di violenza di genere online. Esperti e ricercatori illuminano l’altra faccia del web e rilanciano il tema della sicurezza digitale, soprattutto per quanto riguarda le donne e le ragazze.

Violenza di genere online: come riconoscerla

Una tematica sempre più sentita, come conferma il sondaggio globale di “Plan International”.

Solo nel 2020 il 58% di ragazze e giovani donne ha effettivamente subito violenza online.

Stalking, incitamento all’odio, furto d’identità (attraverso la creazione di profili falsi), ricatto e molestie sessuali risultano le tipologie più comuni di violenza di genere perpetuata online.

TRACeD: un progetto europeo contro la violenza di genere online

Da qui emerge la crescente necessità di sensibilizzare e sostenere tutta la comunità educante, coinvolta nel progetto internazionale denominato TRACeD.
Il percorso europeo annovera Fondazione Carolina tra i partner di una cordata internazionale e mira a combattere la violenza online contro ragazze e giovani donne.
A tal fine, è stata condotta un’attività di ricerca nel periodo maggio – agosto 2022 in quattro Paesi (Grecia, Italia, Cipro e Slovenia) con diversi gruppi di partecipanti. Si tratta di famiglie, insegnanti e bambini, inclusi studenti e professionisti che lavorano con le donne.

L’indagine ha mostrato che i bambini non ricevono una formazione adeguata sull’identificazione e la lotta alla violenza online nelle scuole né acquisiscono le competenze necessarie per navigare sul web in sicurezza online.

diciamo no alla violenza di genere online

Scuola e famiglie: percezione del fenomeno e difficoltà

Una responsabilità del mondo scolastico, ma anche delle famiglie.
A tal proposito,

molte donne sono apparse timorose delle critiche, soprattutto relativamente alla condivisione di eventuali episodi di natura esplicita e di violenza online con i loro genitori, colleghi o autorità preposte.

D’altra parte, mentre i genitori sembrano consapevoli della cyberviolenza, hanno confermato quanto vigilare su queste tematiche sia impegnativo, dal momento che i loro figli sono più abili nell’uso della tecnologia rispetto a loro. Hanno anche ammesso di trovare difficile discutere con i propri figli su argomenti legati al sesso. Tutti i partecipanti alla ricerca hanno indicato come minaccia maggiormente percepita l’adescamento online da parte di adulti che si presentano in Rete come coetanei di bambini e adolescenti. Eppure alcuni genitori considerano le misure di controllo parentale dannose per il loro rapporto con i figli, pur riconoscendo la necessità di supervisionare l’attività online dei minori.
Infine, insegnanti e professionisti hanno indicato che le scuole dovrebbero implementare nuove linee guida e protocolli comuni, nonché adottare un curriculum completo che comprenda l’educazione sessuale e il rispetto dell’identità di genere, online come offline.

Dall’indagine è emersa la necessità di garantire una maggiore alfabetizzazione digitale, attraverso un’istruzione e formazione più pertinenti per tutti i gruppi target.

TRACeD è un progetto biennale avviato nel 2022 e finanziato dall’UE, che mira a superare il cyberbullismo di genere contro le ragazze tra i 7 e i 18 anni e le donne tra i 18 e i 25 anni in Grecia, Cipro, Italia e Slovenia.
Il percorso è attuato dal Centro per il diritto costituzionale europeo-Fondazione Themistocles e Dimitris Tsatsos, insieme ai seguenti partner: ActionAid Hellas, CODECA – Center for Social Cohesion, Development & Care, CSIi – Cyber Security International Institute, Fondazione Carolina e Università di Lubiana.

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