TERRE DI MEDIE – IL PROGETTO PER GLI STUDENTI CHE HA FATTO SCUOLA

20 Set, 2021News, Terre di medie

NOVITÀ

Gli insegnanti “promuovono” i percorsi di educazione alla sicurezza digitale attivati a Novara e provincia grazie al sostegno di Fondazione Comunità Novarese Onlus

La bellezza di ricominciare, nonostante qualche incertezza, dopo un lungo letargo fatto di paura e incertezze, in cui abbiamo cercato nella dimensione digitale un succedaneo alla realtà sconvolta dalla pandemia. La bellezza di ritrovare gli abbracci, le abitudini e quei piccoli riferimenti quotidiani che dal febbraio 2020 sono stati congelati.

Il Progetto “Terre di Medie”, avviato grazie al sostegno di Fondazione Comunità Novarese Onlus nella città di Novara e nella sua provincia, guarda proprio in questa direzione. Tra didattica digitale e alternanza tra lezioni in presenza e DAD, l’iniziativa ha saputo accompagnare le comunità scolastiche attraverso percorsi di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto al cyberbullismo, che tanto ha condizionato gli ultimi due anni scolastici. Un servizio rivolto a studenti, genitori, docenti e personale ATA delle scuole primarie e secondarie di primo grado, facenti capo agli Istituti Comprensivi di Borgomanero, San Maurizio D’Opaglio e Novara. Grazie a Terre di Medie, genitori insegnanti e studenti hanno fatto squadra contro i pericoli online, paradossalmente cresciuti con il lockdown e durante la DAD.

Riavvolgendo il nastro di questi ultimi ultimi 6 mesi, anche nella logica della temuta seconda ondata di contagi, a febbraio è stato organizzato un incontro di raccordo con i Dirigenti Scolastici e i docenti referenti degli Istituti Comprensivi comprendenti scuole primarie e secondarie di I grado:

Istituto Salesiano “San Lorenzo Don Bosco” di Novara; Istituto “Orta San Giulio” (Primarie di Alzo, Armeno, Miasino, Orta San Giulio, Pettenasco, Pogno, San Maurizio d’Opaglio; Secondarie di Armeno; Orta San Giulio; San Maurizio d’Opaglio); Istituto “Borgomanero 2” (Primarie di Borgomanero, Boca e Maggiora; Secondaria di Boca). 

Un incontro con un solo, grande obiettivo: declinare l’azione educativa nella modalità didattica digitale, senza perdere di vista le peculiarità dei singoli territori. Una sfida che ha potuto contare su un progetto caratterizzato dall’ascolto e dall’analisi dei contesti, per poi applicare metodologie e laboratori con un’azione educativa mirata e partecipata.

Un metodo vincente, sia nelle aule sia nelle lezioni a distanza. I numeri delle persone raggiunte e coinvolte nel percorso parlano chiaro:

  • 923 minori;
  • 170 docenti;
  • 38 soggetti del personale scolastico non didattico (ATA, DSGA, educatori);
  • 165 figure familiari
  • 45 classi (tre incontri formativi per ciascuna)

Il modello partecipativo ha consentito agli educatori di comprendere lo status quo del rapporto tra studenti e nuovi media. L’analisi attesta che la fascia tra il ciclo primario e secondario di I grado sia la più sensibile alle esposizioni illecite e rischiose sul web; soprattutto sui social media, il cui accesso è per lo più consentito ai soggetti già 13enni e/o 14enni. Da qui la necessità di gestire al meglio le proprie emozioni, tanto più in un tempo complesso come quello della crisi pandemica, nel quale social e App diventano strumenti ineludibili per lavorare, studiare e relazionarsi.

Per le classi II e III del ciclo secondario, invece, la problematica percepita come più urgente risulta la diffusione di materiale personale o imbarazzante, che può sconfinare nei fenomeni incontrollati del sexting e sexsharing. Si è quindi resa necessaria una formazione centrata sui temi dell’imputabilità e della responsabilità.

Perché i ragazzi passano ore ed ore in rete, eppure temono di essere contattati da sconosciuti malintenzionati. Una contraddizione che interessa circa la metà dei teen ager coinvolti, mentre il 50% dei genitori richiede di non avere il minimo controllo sui contenuti che i loro figli fruiscono online. 

Da questa fase di studio e dagli elementi ottenuti è stato impostato un dialogo caratterizzato da un approccio orizzontale, fondato sul confronto e sull’interazione, verso quel rinnovo del patto educativo necessario per abbattere le distanze tra le generazioni, come pure tra i più giovani e le istituzioni. 

In questa partita, un ruolo decisivo lo giocano i docenti. Dal questionario sottoposto agli insegnanti, a valle del progetto, emerge la bontà di una metodologia moderna e informale, capace di catturare l’attenzione dei ragazzi.

“Consapevolezza”. Il risultato più concreto dell’interno percorso si può riassumere così. Lo indicano le iniziative spontanee di “detox” digitale, come l’esperimento di passare qualche giorno lontano da pc e tablet. Una piccola, grande presa di coscienza, confermata anche nelle prime settimane di questo nuovo anno scolastico. Un autunno nel quale i ragazzi saranno accompagnati verso la fine di questa primo progetto che, a dispetto della DAD, ha saputo attraversare le Terre di Medie lasciando un segno di amicizia e vicinanza agli studenti colpiti dalla Pandemia.

Aiutaci a dare continuità alla nostra azione educativa, a sostegno della scuola e delle famiglie, sempre dalla parte dei ragazzi!

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