Cyberbullismo: più che eroi servono regole

15 Set, 2022News

NOVITÀ

di Ivano Zoppi*

Il cyberbullismo non ha bisogno di eroi, tantomeno romantici ma di esempi positivi.

Questo convincimento, frutto di un’esperienza sul campo, accanto ai ragazzi e alle famiglie, è suffragato anche dalle notizie che un’informazione sempre più multimediale confeziona alla costante ricerca della discontinuità. Una rottura dal tran tran quotidiano, nel quale abbiamo intrappolato le nostre routine, nella vita come nei social.

Ed ecco che una preside emiliana si è ritrovata ne “Il Caffè di Massimo Gramellini” (l’intero articolo è disponibile qui), la rubrica quotidiana pungente e divertita sui fatti che ogni giorno costruiscono, rappresentano o smontano il comune sentire. Come nel caso di questo liceo di Bologna, che con il nuovo anno scolastico ha riaperto i cancelli dell’Istituto a tutti, fatta eccezione per gli smartphone. Apriti cielo! Da un lato gli attacchi, tanto fuori luogo quanto scontati, da parte di chi il cellulare lo userebbe anche sulla sedia del dentista.

Dall’altra il grande riscontro da parte di coloro che avrebbero voluto lanciare per primi questo anatema contro i device, certamente ben oltre le intenzioni di una dirigente scolastica che, più semplicemente, ha condiviso un regolamento non tanto “contro” qualcosa, bensì a beneficio di qualcuno. Una scelta per ritrovare la bella abitudine di guardarsi negli occhi, ascoltare a testa alta e vivere pienamente il gruppo della classe, prima ancora che quello su whatsapp.

Una decisione drastica, coraggiosa, ma siamo davvero così bisognosi di andare alla ricerca di moderni Don Chisciotte, tanto da mitizzare chi, per una volta, sta cercando di fare il suo lavoro?

Privarsi del cellulare per essere “presenti a se stessi” non è una crociata ribelle, ma una piccola rivoluzione educativa per riconnettersi a se stessi.

Senza gli schermi siamo ancora capaci di fare? O ancora meglio, di essere?

Forse l’unica soluzione sarebbe quella di impostare un promemoria collettivo per ricordarci di interrompere questo costante mainstream, che appiattisce percezioni, immaginazioni e talenti, a partire dai ragazzi. Sono loro che devono guidare il mondo online, mentre si trovano alla costante ricerca di se stessi, dell’attenzione degli altri e dell’affermazione in una dimensione digitale dove tutto sembra possibile. Ma a quale prezzo?

Per fare pace con la nostra umanità dobbiamo ripartire dalla scuola, dalla famiglia, coinvolgendo tutta la comunità educante a tutela delle nuove generazioni e della loro inesauribile energia. In gioco ci sono i loro sogni e il nostro futuro, che non possiamo scaricare dal web.

Non esistono link o cloud che possano proiettarci nel domani. Si tratta di un grande viaggio fatto di piccoli passi.

La prima regola per non inciampare è aprire bene gli occhi, drizzare le orecchie e, quando necessario, dimenticarsi dello smartphone.

* Ivano Zoppi
Segretario Generale
Fondazione Carolina

L’educazione digitale è alla base della Proposta Scuole 2022 – 2023 proposta da Fondazione Carolina in collaborazione con Pepita Onlus. Scoprila a questo link e proponila alla scuola di tuo figlio.

https://www.fondazionecarolina.org/2021/wp-content/uploads/2022/07/proposta-scuole-22_23-30giu.pdf

Crediti foto: Photo by Jonas Leupe on Unsplash

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