Per anni abbiamo parlato dei ragazzi e del loro rapporto con il digitale. Li abbiamo descritti come “nativi digitali”, dipendenti dai social, vittime di algoritmi o protagonisti inconsapevoli di una rivoluzione culturale. Ma quanto spesso abbiamo chiesto direttamente a loro cosa pensano?
Da questa domanda nasce “Fuori di social”, la nuova indagine realizzata dal Centro Studi di Fondazione Carolina, che raccoglie la voce di 1.677 giovani italiani con un’età media di 18 anni. Un report che ribalta molti luoghi comuni e offre uno sguardo autentico sul rapporto tra adolescenti, social network, educazione e benessere digitale.
oltre gli stereotipi
L’obiettivo dell’indagine è semplice ma ambizioso: smettere di parlare dei ragazzi e iniziare ad ascoltare i ragazzi. Perché nessuna politica educativa, nessun intervento normativo e nessuna campagna di sensibilizzazione può essere davvero efficace senza comprendere bisogni, paure e aspettative di chi vive quotidianamente l’ambiente digitale.
Le risposte raccolte restituiscono il ritratto di una generazione molto più consapevole di quanto spesso si immagini. Giovani che conoscono opportunità e rischi della rete, che riconoscono il valore delle relazioni online ma che non nascondono le difficoltà legate alla pressione sociale, al giudizio degli altri e alla dipendenza dalle piattaforme.
i dati che fanno riflettere
L’indagine evidenzia alcuni elementi particolarmente significativi:
- WhatsApp (97%) e Instagram (93%) sono ormai vere e proprie infrastrutture relazionali, gli spazi in cui transitano amicizie, informazioni e vita affettiva.
- Solo 8 ragazzi su 100 dichiarano di sentirsi totalmente liberi di essere se stessi online. Per la maggior parte dei giovani i social rappresentano un ambiente in cui ci si sente costantemente osservati e giudicati.
- Sul dibattito relativo al divieto di accesso ai social per gli under 15 o under 16, il 43% ritiene che l’età anagrafica non sia un parametro sufficiente per misurare la maturità digitale, mentre il 39% si dichiara favorevole a una maggiore protezione.
- Per quasi 6 ragazzi su 10, il ruolo principale nell’accompagnare i minori verso un uso consapevole dei social spetta ai genitori, più che allo Stato o alle piattaforme.
una richiesta chiara agli adulti
Dalle pagine del report emerge un messaggio forte. Gli adolescenti non chiedono di essere lasciati soli, ma nemmeno di essere controllati attraverso divieti e restrizioni. Chiedono adulti competenti, capaci di accompagnarli, ascoltarli e aiutarli a costruire un rapporto equilibrato con il digitale.
“Chiedono continuità educativa, non solo proibizione. Responsabilità delle piattaforme, non solo barriere all’ingresso”, spiega Ivano Zoppi. Da qui la richiesta di un sostegno concreto alla genitorialità digitale. Famiglie che non possono essere lasciate sole davanti a una sfida così grande.
È una richiesta che riguarda anche scuole, istituzioni e piattaforme tecnologiche. Dalla ricerca emerge la necessità di investimenti seri nell’educazione, anche per la formazione degli insegnanti. Un’alleanza tra scuola, famiglie e territori per il benessere onlife delle nuove generazioni.
“Se fossi seduto/a al tavolo con i parlamentari che stanno scrivendo queste leggi, cosa diresti loro?”. Interpellati dal Centro studi di Fondazione Carolina, giovani e adolescenti hanno ben rappresentato la ricerca di equilibrio tra bisogno di nuove tutele e libertà di espressione. Un punto di caduta che solo un percorso legislativo inclusivo e lungimirante può accogliere.
Prima ancora di pubblicarlo, Fondazione Carolina, ha condiviso i risultati di questo lavoro con gli attori istituzionali impegnati in questo nuovo percorso legislativo. Una sfida educativa, non solo normativa, che non può che partire dall’appello di una delle tante voci raccolte dai ragazzi: “Ascoltateci davvero”.
“Fuori di social” è un invito a guardare il mondo digitale attraverso gli occhi dei ragazzi, lasciando spazio alle loro esperienze e alle loro proposte.
Scarica gratuitamente il report completo e scopri cosa hanno da dirci gli adolescenti sul presente e sul futuro della vita online.
Comunicato stampa:
Rassegna stampa:
- Corriere della Sera – Vietare i social agli under 16, che cosa pensano i ragazzi? Solo l’11% è contrario: la Gen Z vuole più regole
- Famiglia Cristiana – Vietare i social fino ai 16 anni? Sorpresa: sono i giovani a volerl
- La Stampa – La ricerca di Fondazione Carolina: “Sono i giovani a volere nuovi limiti e regole sul digitale”
- Orizzonte Scuola – Giovani e social, solo l’11% dice no al divieto fino ai 15 anni. Lo studio
- Milano Pavia News – Social vietati agli under 15, la sorpresa: i ragazzi non dicono no. La ricerca di Fondazione Carolina
- Radio Marconi – 18e40 – Puntata del 23 giugno 2026
- Buongiorno Novara – Dai ragazzi via libera a nuovi limiti e regole sul digitale
- Blitz Quotidiano – Social e adolescenti: solo l’11% è contrario al divieto di accesso per gli under 16
- La Voce di Novara – Giovani e social network: l’indagine di Fondazione Carolina sul possibile divieto agli adolescenti








