20 novembre 

19 Nov, 2021News

NOVITÀ

I Diritti del fanciullo e i doveri dei boomer

di Ivano Zoppi

Segretario Generale
Fondazione Carolina

La libertà è un insieme di conquiste, piccoli grandi passi scanditi dall’affermazione di quei diritti che determinano i valori di una comunità.

E se i bambini sono la comunità declinata al futuro, i diritti dei bambini rappresentano una priorità assoluta e inalienabile. Non a caso, il 20 novembre 1989, a New York, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvava la Convenzione più sottoscritta nella sua storia: quella sui diritti del fanciullo. Ad oggi sono 196 gli Stati che si sono vincolati giuridicamente al rispetto dei diritti in essa riconosciuti. Il documento, infatti, è stato elaborato armonizzando differenti esperienze culturali e giuridiche, dopo quasi un decennio di lavori preparatori. Una pianificazione straordinaria per un obiettivo straordinario, a partire dalla data. Il giorno prescelto per la votazione finale, nello stesso anno della caduta del muro di Berlino, si celebrava un duplice anniversario: quello della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino (1789) e dell’approvazione della Dichiarazione sui Diritti del Fanciullo, proprio il 20 novembre del 1959.

Riferimenti e riconoscimenti che fanno della Convenzione il primo termometro universale per misurare il benessere dei minori nel mondo.

Un benessere che si sostanzia nella libertà che bambini e ragazzi devono avere la possibilità di esprimere, come richiama la campagna sostenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, promossa dall’Autorità garante infanzia e adolescenza. “Liberi di giocare, imparare, partecipare e, anche, di sbagliare”, recita lo spot. Eppure questi valori, assumono sempre di più le sembianze di un gigante dai piedi di argilla. Perché le fondamenta di ogni diritto universale sono quei doveri che ne custodiscono il valore, giorno dopo giorno. Regole, comportamenti, azioni e prevenzioni che ogni giorno neghiamo ai nostri figli, nella dimensione fisica come nella sfera digitale. La tutela dei diritti del fanciullo, mai come in questi primi anni 20, passa dalla riscoperta dei nostri doveri.

Non solo i genitori, ma tutto il mondo adulto deve tornare a considerare, accompagnare, vigilare e valorizzare le nuove generazioni. Una sfida educativa che, proprio il simbolo del 20 novembre, ci ricorda quanto fosse centrale nel secolo scorso e che oggi, invece, diamo per scontato. Dalla povertà educativa alla scoperta autodidatta di internet e dei social. I ragazzi sono sempre più collegati, ma sempre meno connessi con loro stessi. Un paradosso che possiamo risolvere soltanto riconoscendo ai nostri figli nuovi bisogni; diversi da quelli vissuti sulla nostra pelle, aggiornando le normative, i modelli e gli strumenti che non raggiungono il cuore dei più giovani. Cambiando lo sguardo che abbiamo verso di loro possiamo costruire un nuovo approccio culturale, che ci permetta di vivere una diversa quotidianità.

FONTI e RIMANDI

Convenzione diritti fanciullo N.Y.

https://cutt.ly/GTYQuOL

Campagna Governativa 20 novembre

https://cutt.ly/jTYQToQ

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