{"id":9697,"date":"2026-09-04T17:05:16","date_gmt":"2026-09-04T15:05:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/?p=9697"},"modified":"2026-09-18T12:19:04","modified_gmt":"2026-09-18T10:19:04","slug":"new-york-blocca-lia-nelle-scuole-roma-la-libera-chi-ha-ragione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/news\/new-york-blocca-lia-nelle-scuole-roma-la-libera-chi-ha-ragione\/","title":{"rendered":"New York blocca l&#8217;IA nelle scuole, Roma la libera. Chi ha ragione?"},"content":{"rendered":"\n[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; width_tablet=&#8221;&#8221; width_phone=&#8221;&#8221; width_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_margin_tablet=&#8221;&#8221; custom_margin_phone=&#8221;|0px||0px|false|false&#8221; custom_margin_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_padding=&#8221;|0px||0px|false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; width_tablet=&#8221;&#8221; width_phone=&#8221;95%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_margin_tablet=&#8221;&#8221; custom_margin_phone=&#8221;|0px||0px|false|false&#8221; custom_margin_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_padding=&#8221;|0px|126px|0px|false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; header_3_font_size=&#8221;20px&#8221; header_3_line_height=&#8221;0.8em&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;]<h3 class=\"p1\"><strong><span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">Nella stessa settimana in cui le scuole italiane riaprono con l&#8217;intelligenza artificiale inserita nei programmi, New York ha deciso di toglierla dalle aule. Non da tutte. Dalla scuola dell&#8217;infanzia alla terza media, per un anno, circa seicentomila bambini e ragazzi non useranno alcun tipo di software di IA generativa. Anche il tempo davanti a uno schermo in classe \u00e8 stato fissato per decreto: trenta minuti al giorno alle elementari, quarantacinque alle medie. Alle superiori restano cinque sperimentazioni controllate, per non pi\u00f9 di cinquantamila studenti, con tempi settimanali che si misurano in minuti, sempre con un docente accanto. Gli insegnanti, invece, possono continuare a usare l&#8217;IA per preparare le lezioni. A fine anno una commissione di studenti, famiglie, docenti ed esperti dir\u00e0 cosa ha funzionato.<\/p>\n<p class=\"p1\">\n<p class=\"p1\">Il sindaco Zohran Mamdani ha spiegato la misura con una frase che vale la pena ricordare: <i>\u201cI bambini hanno bisogno di insegnanti e di rapporti umani per imparare. L&#8217;intelligenza artificiale nell&#8217;educazione non \u00e8 inevitabile n\u00e9 necessaria\u201d.<\/i><\/p>\n<p class=\"p1\">Il cancelliere Kamar Samuels ha aggiunto che <i>\u201cinnovazione non vuol dire pi\u00f9 tecnologia\u201d.<\/i><\/p>\n<p class=\"p1\">\n<p class=\"p1\">L\u2019Italia fa una scelta diversa. Il Ministero dell\u2019Istruzione e del Merito ha inserito l&#8217;IA nelle nuove Indicazioni nazionali del secondo ciclo come argomento di studio, come strumento per le materie scientifiche e le lingue, e come tema dell&#8217;educazione civica. C&#8217;\u00e8 una sperimentazione iniziata nell&#8217;ottobre 2024 in quindici scuole di quattro regioni. Cento milioni di euro sono destinati alla formazione, con le scuole che diventano punti di riferimento sul territorio. Lo strumento serve come assistente che trova le lacune di apprendimento e le segnala a insegnanti e studenti. INVALSI misurer\u00e0 la differenza tra classi &#8220;digitali&#8221; e classi tradizionali.<\/p>\n<p class=\"p2\">\n<p class=\"p1\">Due sistemi scolastici. La stessa diagnosi. Due risposte opposte. Sarebbe facile prendere posizione. Ma la questione non \u00e8 \u201cchi ha ragione\u201d. Bisogna capire cosa c&#8217;\u00e8 di valido e cosa di rischioso in ognuna delle due direzioni, perch\u00e9 entrambi gli orizzonti ci coinvolgono.<\/p>\n<p class=\"p1\">[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/New-York-blocca-IA-nelle-scuole-Roma-la-libera-Chi-ha-ragione-Foto.jpg&#8221; alt=&#8221;Tre anni e mezzo di percorsi educativi&#8221; title_text=&#8221;New York blocca l&#8217;IA nelle scuole, Roma la libera&#8221; url_new_window=&#8221;on&#8221; align=&#8221;center&#8221; module_id=&#8221;top&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;||||false|false&#8221; border_color_all=&#8221;RGBA(255,255,255,0)&#8221; box_shadow_style=&#8221;preset1&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; header_3_font_size=&#8221;20px&#8221; header_3_line_height=&#8221;0.8em&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;]<h3 class=\"p1\"><strong><span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<h2 class=\"p1\"><b>Cosa c&#8217;\u00e8 di giusto a New York<\/b><\/h2>\n<p class=\"p1\">La moratoria non \u00e8 una presa di posizione contro la tecnologia, e chi la descrive cos\u00ec non l&#8217;ha letta o compresa. Cambia chi deve dimostrare qualcosa. Mettiamoci nei panni degli insegnanti, che all\u2019alba del nuovo anno scolastico devono trovare una sintesi tra i moniti sui danni dei device in classe e le opportunit\u00e0 dei sitemi generativi nella didattica. L\u2019unica bussola in questo ginepraio \u00e8 l\u2019educazione.<\/p>\n<p class=\"p1\">C&#8217;\u00e8 di pi\u00f9. La decisione non riguarda solo l&#8217;IA. Si tratta anche del tempo di schermo, dei chatbot relazionali e dell&#8217;idea che un bambino di otto anni possa avere un &#8220;compagno di studio&#8221; artificiale che gli risponde con pazienza infinita. Su questo punto la ricerca \u00e8 ormai difficile da ignorare. Una rassegna della <i>Brookings Institution<\/i>, forse il principale centro di ricerca Usa, su quattrocento studi conclude che nella scuola dell&#8217;obbligo gli effetti negativi dell&#8217;IA generativa superano quelli positivi. Le indagini sugli studenti pi\u00f9 grandi parlano di una specie di amnesia indotta. Si consegna un compito senza ricordare cosa c&#8217;era dentro. Dire che nell&#8217;infanzia la relazione viene prima di qualunque strumento non \u00e8 nostalgia. \u00c8 pedagogia.<\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; header_3_font_size=&#8221;20px&#8221; header_3_line_height=&#8221;0.8em&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;]<h3><\/h3>\n<h2><b>Cosa c&#8217;\u00e8 di rischioso a New York<\/b><\/h2>\n<p class=\"p1\">Quei seicentomila bambini incontreranno comunque l&#8217;IA. La troveranno a casa, sul telefono di un fratello maggiore, nei giochi, nelle app che nessuna decisione scolastica pu\u00f2 bloccare. Se la scuola si tira indietro, non li protegge. Li lascia soli proprio dove prima c&#8217;era un adulto esperto. Spesso la differenza tra proteggere e abbandonare \u00e8 tutta qui. <i>Un divieto pu\u00f2 essere l&#8217;inizio di un percorso o la fine di un&#8217;idea<\/i>. New York sar\u00e0 valutata per ci\u00f2 che costruir\u00e0 in questi dodici mesi, non per il divieto in s\u00e9.<span data-ccp-props=\"{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\"><\/span><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; header_3_font_size=&#8221;20px&#8221; header_3_line_height=&#8221;0.8em&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;]<h3 class=\"p1\"><\/h3>\n<h2><b>Cosa c&#8217;\u00e8 di giusto in Italia<\/b><\/h2>\n<p class=\"p1\">Per la prima volta l&#8217;intelligenza artificiale entra nella scuola italiana con un progetto, una prova e una valutazione. Non precipita come una tecnologia imposta dall&#8217;alto. Non viene portata in classe da chi la vende. La formazione \u00e8 al centro. Il docente \u00e8 dichiarato insostituibile. La prova viene prima dell&#8217;uso su larga scala. Chi ha visto arrivare nelle scuole le lavagne interattive e i tablet, con acquisti massicci, poca formazione e nessuna verifica dei risultati, sa quanto questa prudenza sia preziosa.<\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; header_3_font_size=&#8221;20px&#8221; header_3_line_height=&#8221;0.8em&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;]<h3 class=\"p1\"><\/h3>\n<h2><b>Cosa c&#8217;\u00e8 di rischioso in Italia <\/b><\/h2>\n<p class=\"p1\">Il rischio sta in una parola, &#8220;individuare&#8221;. Il piano descrive l&#8217;IA come un assistente che trova le lacune e le segnala. \u00c8 un&#8217;idea che attira e va trattata con attenzione, perch\u00e9 le fragilit\u00e0 di un ragazzo non si trovano e basta, si incontrano. Un software pu\u00f2 dire che un tredicenne sbaglia le equazioni da tre settimane. Non pu\u00f2 dire che in quelle tre settimane i genitori si sono separati, o che ha smesso di dormire perch\u00e9 di notte sta su un&#8217;app. Se la formazione dei docenti sar\u00e0 tecnica, avremo insegnanti pi\u00f9 aggiornati e ragazzi comunque soli. Se sar\u00e0 pedagogica, se aiuter\u00e0 gli adulti a capire cosa fa l&#8217;IA alla relazione educativa, al modo di studiare, alla fatica di pensare, allora sar\u00e0 stata una buona idea. Nessun software si prende cura di nessuno. \u00c8 la frase da ricordare mentre si spendono decine di milioni.<\/p>\n<p class=\"p2\">\n<p class=\"p1\">C&#8217;\u00e8 anche un&#8217;incongruenza che vale la pena segnalare senza alcun intento polemico. <i>Da una parte si vietano gli smartphone in classe e si rilancia la scrittura a mano, dall\u2019altra si porta l&#8217;IA in tutte le scuole.<\/i> Non per questo bisogna leggerci per forza una contraddizione. Si pu\u00f2 dire che il telefono distrae e l&#8217;IA serve come strumento. Tuttavia, questa tensione andrebbe meglio spiegata a insegnanti e famiglie, senza limitarsi a citare le neuroscienze. Altrimenti il messaggio che passa \u00e8 che la scuola non sa cosa vuole dalla tecnologia, alternando divieti dogmatici e aperture entusiastiche a seconda della notizia del giorno.<\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; header_3_font_size=&#8221;20px&#8221; header_3_line_height=&#8221;0.8em&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;]<h3 class=\"p1\"><\/h3>\n<h2>La posizione pi\u00f9 onesta<\/h2>\n<p class=\"p1\">Non si tratta di scegliere tra New York e Roma. Si tratta di unire ci\u00f2 che di buono contengono entrambe. Bisogna avere il coraggio di dire che nell&#8217;infanzia la relazione umana viene prima di qualsiasi strumento. Allo stesso tempo, abbiamo la responsabilit\u00e0 di non lasciare i ragazzi da soli davanti a una tecnologia che useranno comunque e a prescindere dalle valutazioni del mondo adulto.<\/p>\n<p class=\"p2\">\n<p class=\"p1\">Rispetto alla prassi quotidiana possiamo sbilanciarci: nella scuola primaria l&#8217;IA non serve. Chi la propone dovrebbe dimostrare il contrario. Rispetto alla scuola secondaria si pu\u00f2 discutere, ma solo dopo un accordo chiaro con i docenti, che devono essere formati prima sul senso e poi sul funzionamento. Passando alle famiglie, andrebbero maggiormente coinvolte, devono sapere cosa succede. Il divieto a scuola e il chatbot in cameretta sono due parti della stessa giornata di un ragazzo. Una contraddizione che in ambito educativo pu\u00f2 esplodere in conflitti e aumentare la distanza tra le generazioni. Ogni passaggio tecnologico va approcciato con un ragionamento, non tanto in termini di cosa lo strumento permette di fare o migliorare, quanto sulle conseguenze del suo utilizzo autonomo da parte dei minori. A prescindere dalle avanguardie e dai miracoli della tecnologia, chi resta accanto ai ragazzi mentre lo usano?<\/p>\n<p class=\"p2\">\n<p class=\"p1\">La tecnologia \u00e8 collegamento, per sua natura non pu\u00f2 essere divisiva. Mette in contatto, misura, segnala. Del resto, quello di cui un bambino ha bisogno per imparare implica una \u201cconnessione\u201d, non solo alla Rete, ma non solo in termini emotivi. Ha bisogno di qualcuno che lo veda, che lo riconosca, che resti. E la connessione non si attiva solo con un piano ministeriale, come pure non si interrompe con una moratoria. Si costruisce con la presenza,<i> <\/i>che nessuna legge pu\u00f2 imporre, se non la passione e il coraggio di educare.<\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; header_3_font_size=&#8221;20px&#8221; header_3_line_height=&#8221;0.8em&#8221; custom_padding=&#8221;0px||0px||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;]<p>di <strong>Ivano Zoppi<\/strong><br \/><em>Segretario generale<\/em><br \/><em>Fondazione Carolina<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><b><strong><\/strong><\/b><\/span><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; header_3_font_size=&#8221;20px&#8221; header_3_line_height=&#8221;0.8em&#8221; custom_padding=&#8221;88px||2px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;]<h3 style=\"line-height: 1.3; font-size: 26px; text-align: left;\"><\/h3>\n<h3 style=\"line-height: 1.3; font-size: 26px; text-align: left;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Rassegna stampa:<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><b><strong><\/strong><\/b><\/span><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; header_3_font_size=&#8221;20px&#8221; header_3_line_height=&#8221;0.8em&#8221; custom_padding=&#8221;0px||2px|||&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<ul>\n<li class=\"li1\"><strong><a href=\"https:\/\/www.famigliacristiana.it\/famiglia-educazione\/scuola-giovani\/intelligenza-artificiale-scuola-italiana-valditara-zoppi-fondazione-carolina-tzk6mn2t\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Famiglia Cristiana<\/a><\/strong><strong><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li class=\"li1\"><strong><a href=\"https:\/\/www.tuttoscuola.com\/ia-a-scuola-italia-new-york\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">TuttoScuola<\/a><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><a href=\"https:\/\/www.alfemminile.com\/genitorialita\/intelligenza-artificiale-scuola\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span data-teams=\"true\">La Repubblica_FEM<\/span><\/a><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>New York limita l\u2019IA nelle scuole, mentre l\u2019Italia sceglie di introdurla nella didattica. Due approcci opposti che pongono la stessa domanda: quale ruolo deve avere l\u2019IA nell\u2019educazione? La tecnologia pu\u00f2 aiutare, ma non sostituire la relazione educativa.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9699,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[9,362],"tags":[236,72,356,352,265,235,63,71,56],"class_list":["post-9697","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","category-slider","tag-ai","tag-attualita","tag-benessere-digitale","tag-evento","tag-fondazione-carolina","tag-intelligenza-artificiale","tag-minori-online","tag-progetti","tag-web"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.3.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>New York blocca l&#039;IA nelle scuole, Roma la libera. 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