{"id":6821,"date":"2023-11-25T08:04:00","date_gmt":"2023-11-25T07:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/?p=6821"},"modified":"2023-11-25T10:39:43","modified_gmt":"2023-11-25T09:39:43","slug":"e-se-oggi-siamo-noi-giornata-contro-la-violenza-sulle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/news\/e-se-oggi-siamo-noi-giornata-contro-la-violenza-sulle-donne\/","title":{"rendered":"E se oggi siamo noi a essere forti della nostra consapevolezza"},"content":{"rendered":"\n[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.22.1&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Screenshot-2023-11-25-alle-09.53.18.jpg&#8221; alt=&#8221;consapevolezza donna&#8221; title_text=&#8221;consapevolezza donna&#8221; url=&#8221;https:\/\/www.minorionline.com\/prodotto\/solo-per-te-formato-cartaceo\/&#8221; url_new_window=&#8221;on&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; border_color_all=&#8221;RGBA(255,255,255,0)&#8221; box_shadow_style=&#8221;preset1&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font=&#8221;|||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font=&#8221;|||on|||||&#8221; header_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font_size=&#8221;23px&#8221; header_2_font=&#8221;||||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<p><b>Di Rosanna Milone<\/b><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font=&#8221;|||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font=&#8221;|||on|||||&#8221; header_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font_size=&#8221;23px&#8221; header_2_font=&#8221;||||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h1><b>Violenza sulle donne. Salvatore Brizzi una voce fuori dal coro<\/b><\/h1>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">A proposito di violenza sulle donne, desidero riportare una voce fuori dal coro: quella di <strong>Salvatore Brizzi<\/strong>, scrittore e conferenziere sui principi del lavoro su di s\u00e9.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una voce che <strong>pu\u00f2 dare fastidio come prima reazione<\/strong>, ma che -a mio sentire- rientra in quelle voci che, alla fine, se fermi l\u2019istinto, gestisci l\u2019emozione e ascolti l\u2019intuito, possono farti crescere. Come quando <\/span><b>una persona che ti ama veramente ti dice che puoi fare di meglio, invece di compatirti <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">se \u00e8 andata male. Ci innervosisce,<\/span><b> adoriamo essere compatiti!,<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0ma io credo che il vero amore sia anche rischiare di essere odiati pur di aiutare a crescere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Leggiamo, dunque, cosa scrive nel suo blog, nell\u2019articolo del 21 Novembre: <em>\u201cL&#8217;omicidio di Giulia e il lavoro su di s\u00e9\u201d<\/em>.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201c(&#8230;) Gli psicologi sgomitano per diffondere il profilo psicologico del ragazzo omicida, ma <\/span><b>nessuno si interessa del profilo psicologico della vittima,<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> quasi fosse un agente totalmente passivo all\u2019interno della vicenda. (&#8230;) Le donne in particolare, devono capire che sono responsabili di quanto accade loro. Se non cambia il loro approccio alla realt\u00e0, saranno sempre vittime che si lamentano e hanno paura del mondo. Se vogliono liberarsi, <strong>devono educarsi ad acquisire potere, e il primo passo \u00e8 la consapevolezza di essere pienamente responsabili per quanto accade nella propria realt\u00e0.<\/strong> (&#8230;) Questi omicidi, infatti, non c\u2019entrano nulla con il \u201cpatriarcato\u201d o il \u201cmaschilismo\u201d o l\u2019energia maschile in generale, tutt\u2019altro, sono sintomo di un\u2019<\/span><b>energia maschile repressa e isterica<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, tipica di questi tempi in cui i guerrieri sono latitanti. <strong>Quando l&#8217;uomo \u00e8 veramente uomo, non uccide la donna,<\/strong> ma, allora bisogna anche dire&#8230;<strong>quando la donna \u00e8 veramente donna, non si mette nella situazione di essere uccisa da un uomo.&#8221;<\/strong><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Cavolo se d\u00e0 fastidio. Ma, prima di reagire, riflettiamo ancora un attimo insieme.<\/span><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_comments _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_comments][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font=&#8221;|||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font=&#8221;|||on|||||&#8221; header_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font_size=&#8221;23px&#8221; header_2_font=&#8221;||||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h2><span style=\"font-weight: 400;\">ABBIAMO CHIESTO AI GIOVANI DI PARLARCI DELLA RABBIA<\/span><\/h2>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">Noi, che lavoriamo tutti i giorni con centinaia di ragazzi, abbiamo chiesto loro cosa pensino del\u00a0 <\/span><b>sentimento della rabbia. E della relazione con colui che la precede:\u00a0 il dolore. E con colei che ne consegue: la violenza<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Perch\u00e8 se vogliamo che i femminicidi finiscano, \u00e8 con loro che dobbiamo parlare, \u00e8 dai giovani che parte il vero cambiamento: basta far sentire che un futuro diverso \u00e8 possibile, questa che viviamo oggi non \u00e8 l\u2019unica realt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><b>Gli intervistati vanno dai 12 ai 20 anni<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, questo ci permette di valutare come cambino le risposte a seconda della fascia d\u2019et\u00e0: 12\/14, 15\/17 e maggiorenni. Abbiamo anche sottoposto maschi e femmine a domande in parte diverse e altre in comune per studiare la differente percezione della tematica. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A seguire quanto raccolto dallo psicologo del centro studi di Fondazione Carolina, Marco Bernardi.<\/span><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Screenshot-2023-11-25-alle-07.31.20.jpg&#8221; alt=&#8221;violenza contro le donne&#8221; title_text=&#8221;violenza contro le donne&#8221; url=&#8221;https:\/\/www.minorionline.com\/oggi-mi-sento-gia-meglio\/&#8221; url_new_window=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font=&#8221;|||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font=&#8221;|||on|||||&#8221; header_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font_size=&#8221;23px&#8221; header_2_font=&#8221;||||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h2><span style=\"font-weight: 400;\">LA SOSTANZA E L\u2019APPARENZA NELLA GESTIONE DEL DOLORE<\/span><\/h2>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">Rispetto all\u2019accettazione del dolore,<\/span><b> la maggior parte dei ragazzi maschi si sente costretto a dare di s\u00e9 un&#8217;immagine di forza che non corrisponde alla propria realt\u00e0 interna<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: il modello del maschio forte, che non mostra il suo lato emotivo e le sue fragilit\u00e0 pena essere considerato un debole \u00e8 ancora presente tra i giovani. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il dato interessante \u00e8 che questa tendenza cresce con l\u2019aumentare dell\u2019et\u00e0:<\/span><b> la societ\u00e0 richiede ai maschi di diventare sempre pi\u00f9 controllati sulle emozioni (e mostrarsi forti) al crescere dell&#8217;et\u00e0<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Se ai pi\u00f9 piccoli \u00e8 \u201cconcesso\u201d di avere una vita emotiva e di farla vedere, ai pi\u00f9 grandi \u00e8 richiesto di non mostrarla per non mostrarsi deboli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 90% delle ragazze intervistate ha confermato di percepire nei maschi questa tendenza a mostrarsi pi\u00f9 forti di quello che sentono e di mascherare il loro lato emotivo.<\/span><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_circle_counter title=&#8221;Ragazze che confermano di percepire nei maschi il controllo sulle proprie emozioni&#8221; number=&#8221;90&#8243; _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; title_font_size=&#8221;16px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_circle_counter][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">Abbiamo chiesto ai ragazzi di raccontarci come vivano sofferenza e rabbia. Pur dichiarando di sapere che la rabbia abbia origine in un dolore non affrontato, non viene condivisa come emozione e viene invece vissuta come qualcosa da sfogare in attivit\u00e0 fisiche; a conferma delle difficolt\u00e0 di espressione dei sentimenti, in molti hanno anche dichiarato confermato che <\/span><b>spesso succede\u00a0 di avere voglia di piangere ma poi si blocchino nel farlo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma ci ha colpito anche il dato delle ragazze perch\u00e8 in percentuale non si discosta molto da quello dei maschi: <\/span><b>anche le ragazze si trattengono dal piangere<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Questo ci permette due riflessioni: da un lato<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">smonta lo stereotipo delle ragazze come quelle che sarebbero pi\u00f9 libere di esprimere le loro emozioni, ricordandoci che anche lo stereotipo positivo \u00e8 pur sempre un modo limitato di guardare la realt\u00e0; dall\u2019altro lato,<\/span><b> ci fa chiedere se il modello del maschio \u201cforte\u201d non stia condizionando la societ\u00e0 in generale e non solo i maschi.<\/b><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font=&#8221;|||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font=&#8221;|||on|||||&#8221; header_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font_size=&#8221;23px&#8221; header_2_font=&#8221;||||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h2><span style=\"font-weight: 400;\">La violenza verbale e la paura della violenza<\/span><\/h2>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">Abbiamo anche indagato quanto fossero consapevoli della loro aggressivit\u00e0 verbale verso le ragazze e qui emergono due dati importanti: da un lato, <\/span><b>quasi la met\u00e0 del campione dice di aver ferito una ragazza con le proprie parole, dall\u2019altro questa consapevolezza aumenta con il crescere dell\u2019et\u00e0<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Tra i pi\u00f9 piccoli \u00e8 alta la percentuale di chi non sa dire se \u00e8 successo o no, mentre questa diventa zero nei giovani adulti in cui la percentuale di chi ha ferito si aggira intorno al 90%.<\/span><\/p>\n<p><b>L\u2019aggressivit\u00e0 verbale nei confronti delle ragazze sembra essere molto presente e la sola consapevolezza del fatto di poter ferire non sembra un buon deterrente all\u2019agire in senso aggressivo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Abbiamo poi chiesto alle ragazze quanto fossero condizionate dalla paura che un maschio potesse fare loro del male. I dati sono qui piuttosto eloquenti: <\/span><b>quasi il 40% delle femmine dichiara di rinunciare a fare alcune o molte cose -anche semplicemente uscire da sole la sera- di ci\u00f2 che vorrebbero proprio a causa della paura della violenza maschile<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_circle_counter title=&#8221;dei ragazzi intervistati ha ferito una ragazza con le proprie parole&#8221; number=&#8221;90&#8243; _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; title_font_size=&#8221;16px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_circle_counter][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_circle_counter title=&#8221;ragazze che rinunciano a fare qualcosa per paura della violenza maschile&#8221; number=&#8221;40&#8243; _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; title_font_size=&#8221;16px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_circle_counter][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font=&#8221;|||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font=&#8221;|||on|||||&#8221; header_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font_size=&#8221;23px&#8221; header_2_font=&#8221;||||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h2><span style=\"font-weight: 400;\">La violenza in famiglia<\/span><\/h2>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">Abbiamo chiesto <strong>se i maschi in famiglia siano per gli intervistati un buon esempio<\/strong> di gestione della rabbia e qui abbiamo un dato piuttosto disomogeneo: <strong>per i ragazzi lo sono nella maggior parte dei casi, mentre per le ragazze no<\/strong>. Questo \u00e8 un dato di per s\u00e9 interessante perch\u00e9 evidenzia una differente sensibilit\u00e0 rispetto a ci\u00f2 che dai due generi viene definita \u201cgestione della rabbia\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dai nostri dati emerge che 1 intervistato su 3 abbia assistito a scene di violenza di maschi verso le femmine, mentre 1 su 4 ha assistito a scene di violenza di femmine verso maschi: il dato \u00e8 significativo di un fenomeno, quello della violenza maschile, molto presente -come gi\u00e0 sappiamo dai altri dati- ma ci interroga anche in generale su<\/span><b> quanto la violenza sia diffusa nei rapporti tra le persone<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, riportando la responsabilit\u00e0 educativa non solo alla famiglia ma anche alla comunit\u00e0 educante.<\/span><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font=&#8221;|||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font=&#8221;|||on|||||&#8221; header_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font_size=&#8221;23px&#8221; header_2_font=&#8221;||||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h2><span style=\"font-weight: 400;\">I PREGIUDIZI E GLI STEREOTIPI DI GENERE<\/span><\/h2>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">Abbiamo poi indagato alcuni dei pregiudizi e degli stereotipi di genere che sappiamo essere associati all\u2019espressione di una mascolinit\u00e0 tossica e anche alla violenza di genere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">S<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">oprattutto nei maschi, sembra <\/span><b>radicata l\u2019idea che la femmina sia da proteggere e che questo lo debba fare un maschio: stereotipo molto pericoloso <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">perch\u00e9 pone la femmina in una condizione di subordine rispetto al maschio, con tutto quello che ne consegue anche a livello di sottomissione.<\/span><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font=&#8221;|||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font=&#8221;|||on|||||&#8221; header_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font_size=&#8221;23px&#8221; header_2_font=&#8221;||||||||&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h2><span style=\"font-weight: 400;\">COME PREVENIRE LA VIOLENZA, DI GENERE E NON?<\/span><\/h2>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.23.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">Torniamo quindi a noi, alle parole di Brizzi e poniamoci domande costruttive.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In quanto educatori, ci dobbiamo chiedere cosa ci convenga fare: <\/span><b>attaccare il carnefice o cercare di educare ad una sana espressione delle proprie emozioni<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Compiangere la vittima, o cercare di accompagnare le ragazze ad una sana consapevolezza della loro forza che le liberi dal bisogno di protezione?<\/span><\/p>\n<p><b>In una societ\u00e0 sana ci si protegge reciprocamente, punto. <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Piccoli verso grandi, donne verso uomini. Non per controllo tossico ma per convivenza sinergica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Marco Bernardi, psicologo del Centro Studi di Fondazione Carolina, conclude \u201cla sensazione \u00e8 che, finch\u00e9 non ci occupiamo seriamente di costruire una socialit\u00e0 sana e solidale difficilmente possiamo estirpare certi stereotipi. <\/span><b>Gli stereotipi servono in un mondo dove siamo da soli e ognuno se la deve cavare da s\u00e9 per difendersi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">noi siamo i giusti e loro gli sbagliati.<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (&#8230;) E magari, di fronte a certi eventi traumatici, meno parole per denunciare e per condannare ma provare a stare vicino a chi \u00e8 genitore, figlio, coniuge, fidanzato per ascoltare e parlare del dolore e della sofferenza con delicatezza e rispetto.\u201d<\/span><\/p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, 25 novembre, ci dobbiamo chiedere se compiangere la vittima, o cercare di accompagnare le ragazze ad una sana consapevolezza della loro forza<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":6839,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senso di appartenenza, ribellione, o pi\u00f9 semplicemente autolesionismo. L\u2019ultima moda che imperversa sui social si chiama <strong>\u201cCicatrice francese\u201d<\/strong> e, a dispetto del nome, non si tratta di nulla di raffinato. La <em>challenge<\/em> che in queste settimane sta spaventando genitori e docenti si distingue dal resto delle prove estreme che si trovano in Rete e che viaggiano sulle chat. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova challenge della \"cicatrice francese\"<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di <strong>simulare gli effetti di una colluttazione tramite pressioni, sfregamenti e graffi sotto un occhio<\/strong>, nella parte pi\u00f9 alta della guancia. Una volta che il volto si presenta con una striscia o comunque un segno rosso o violaceo ben distinguibile, <strong>i ragazzi e le ragazze che aderiscono a questa prova si sentono parte di un gruppo<\/strong>, forti di un\u2019esperienza che li accomuna. Una sorta di protesta che li vede \u201c<strong>lottatori inascoltati<\/strong>\u201d in una societ\u00e0 che non sentono propria e in un quotidiano che non li rappresenta.                                                                                        Motivazioni profonde che hanno spinto alcuni adolescenti a fare proseliti sui social e sulle piattaforme pi\u00f9 diffuse tra i giovanissimi, invitandoli a partecipare a questa challenge per diffondere il messaggio della \u201ccicatrice\u201d.                       Da qui nasce la viralit\u00e0 di questa pratica, raccontata dai giornali e al centro di un recente appello della Polizia postale.\u00a0<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:pullquote -->\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u201cIl rischio \u00e8 che si possa replicare un vortice emulativo simile a quello che abbiamo dovuto gestire qualche anno fa durante il boom della <em>blue whale<\/em>\u201d<\/p><cite><strong>Ivano Zoppi<\/strong>, Segretario generale di Fondazione Carolina<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n<!-- \/wp:pullquote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6104,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Progetto-senza-titolo-3-1-1024x793.jpg\" alt=\"cicatrice francese\" class=\"wp-image-6104\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\u201cQuella psicosi, sospinta dalla rilevanza mediatica, rappresenta un potente diversivo rispetto ad altri fenomeni che, negli anni a venire, avrebbero comportano dei rischi ancora pi\u00f9 concreti per le nuove generazioni\u201d, continua Ivano Zoppi. Parliamo delle challenge estreme, dall\u2019auto soffocamento ai selfie estremi in cima ai palazzi o sul ciglio dei burroni. \u201cStiamo ricevendo molte domande da parte di genitori e docenti - commenta il referente di Fondazione Carolina - preoccupati dalle notizie che si rincorrono sugli organi d\u2019informazione, ma al di l\u00e0 di qualche caso, comunque da non sottovalutare, il fenomeno \u00e8 molto circoscritto\u201d.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/blockquote>\n<!-- \/wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cicatrice francese racconta una ricerca d'identit\u00e0 e di emozioni artificiali<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La \u201ccicatrice francese\u201d, piuttosto, racconta una ricerca di identit\u00e0 e una volont\u00e0 di autoaffermazione che i pi\u00f9 giovani non riescono a declinare sul piano delle relazioni autentiche. <em>L\u2019ho visto sui social e l\u2019ho fatto perch\u00e9 \u00e8 figo e ci stava provarlo\u2026 Tanto mica moriamo, alla fine ognuno \u00e8 libero di fare quello che vuole.<\/em> \"Questa \u00e8 una delle testimonianze che abbiamo raccolte da ragazzi, poco pi\u00f9 che 12enni, alla ricerca di emozioni artificiali e, pertanto, pronti ad emulare i comportamenti pi\u00f9 disparati\u201d, aggiunge Ivano Zoppi, auspicando un maggior senso di responsabilit\u00e0 da parte degli organi d\u2019informazione. \u201cIn generale il mondo adulto fa i propri interessi, senza curarsi delle conseguenze che gravano sui minori, in balia di un deserto emotivo - conclude il Segretario generale di Fondazione Carolina - alimentato dalla nostra pigrizia e noncuranza. Andiamoli a prendere e accompagniamoli alla scoperta del mondo, online come offline, senza deleghe o scorciatoie\u201d.\u00a0<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da qui l\u2019importanza di aggiornarsi rispetto ai nuovi pericoli online, soprattutto nell\u2019ottica preventiva di saper intercettare per tempo i segnali del disagio.\u00a0<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","_et_gb_content_width":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[321,324,323,326,325,327,328,159,288,322],"class_list":["post-6821","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","tag-25-novembre","tag-femminicidio","tag-giornata-contro-la-violenza-sulle-donne","tag-mascolinita","tag-mascolinita-tossica","tag-rabbia","tag-ragazze","tag-ragazzi","tag-violenza-online","tag-violenza-sulle-donne"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.3.1 - 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