{"id":6502,"date":"2023-07-05T12:28:10","date_gmt":"2023-07-05T10:28:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/?p=6502"},"modified":"2023-07-14T10:11:51","modified_gmt":"2023-07-14T08:11:51","slug":"cyberbullismo-la-nuova-legge-e-una-tela-di-penelope","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/news\/cyberbullismo-la-nuova-legge-e-una-tela-di-penelope\/","title":{"rendered":"Cyberbullismo, la nuova legge \u00e8 una tela di Penelope"},"content":{"rendered":"\n\n\n[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2.jpg&#8221; alt=&#8221;la nuova legge \u00e8 una tela di Penelope&#8221; title_text=&#8221;la nuova legge \u00e8 una tela di Penelope&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; border_color_all=&#8221;RGBA(255,255,255,0)&#8221; box_shadow_style=&#8221;preset1&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font=&#8221;|||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font=&#8221;|||on|||||&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p><b>Cyberbullismo, la nuova legge \u00e8 una tela di Penelope.<\/b><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font=&#8221;||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font=&#8221;|||on|||||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<p><em>di Ivano Zoppi<br \/>Segretario generale<\/em><br \/><em>Fondazione Carolina<\/em><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una <strong>\u201cnuova\u201d legge<\/strong> su bullismo e cyberbullismo, <strong>serve davvero<\/strong>? <\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 questa la domanda che ci stiamo ponendo da quando, <strong>negli ultimi giorni di giugno<\/strong> la Commissione Giustizia di Montecitorio ha <strong>approvato la nuova proposta di legge<\/strong>, pronta a passare alla Camera dei Deputati per il primo passaggio del lungo iter di approvazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sembra <strong>paradossale che il dubbio provenga proprio da Fondazione Carolina<\/strong>, nata in memoria di <strong><a href=\"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/carolina\/carolina-picchio-da-vittima-a-icona\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Carolina Picchio, ispiratrice della prima legge in Europa in materia di cyberbullismo<\/a><\/strong>, approvata il <strong><a href=\"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/carolina\/la-legge-71-17\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">17 maggio 2017<\/a><\/strong> e dedicata da tutto l\u2019emiciclo alla ragazza mancata nel 2013 a causa delle vessazioni online. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una standing ovation commovente alla presenza del padre, Paolo Picchio, accompagnato dallo stesso gruppo di lavoro che, di l\u00ec a pochi mesi pi\u00f9 tardi, avrebbe costituito Fondazione Carolina.\u00a0<\/span><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E dunque? Cosa osta per poter accogliere con entusiasmo questo primo traguardo istituzionale di <strong>un testo che si distingue per il carattere sanzionatorio e per l\u2019introduzione del concetto di bullismo<\/strong> nel panorama giuridico nazionale.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le <strong>motivazioni sono molteplici<\/strong>, la prima quasi grottesca. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Avviare un nuovo iter legislativo,<\/strong> senza aver dato gamba, fiducia e risorse alla legge 71 non <strong>rappresenta soltanto uno spreco<\/strong>, bens\u00ec un danno evidente in termini di know how e, soprattutto, di indirizzo rispetto ai bisogni e al disagio che tocca le nuove generazioni.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ora, ancorch\u00e9 approvata in via unanime, <strong>la legge 71 \u00e8 stata promossa durante una legislatura guidata da una maggioranza ben riconoscibile<\/strong>. Pertanto qualche meccanismo politico, finanche partitivo, \u00e8 comprensibile, ma su questa partita <strong>sembra persista una pervicace volont\u00e0 di ignorare alcuni concetti<\/strong> che, in realt\u00e0, dovrebbero essere ormai patrimonio comune.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Invece ci ritroviamo in un testo del 2023 la definizione di \u201cbullismo\u201d. Roba che neanche De Amicis. <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Un testo<\/strong>, quello della proposta di legge, <strong>che parla di reato in relazione a episodi di bullismo<\/strong> e cyberbullismo, <strong>quando questi sono piuttosto condotte <\/strong>che, eventualmente, possono portare a configurare fattispecie di reati. <\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come da sempre sostiene la Polizia Postale. Mentre, ancora una volta, la politica insegue la cronaca e si basa sui titoli per capire dove andare a parare e mettere cerotti senza pensare ad una soluzione realmente efficace.<\/span><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font=&#8221;|||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font=&#8221;|||on|||||&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p><strong>Ed ecco che sono diventati tutti bulli! <\/strong><span style=\"font-weight: 400;\"><\/span><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quelli che sparano proiettili di gomma all\u2019insegnante. Quelli che costruiscono a tavolino false fotografie delle compagne per poi diffonderle in rete, per alcuni perfino l\u2019accoltellamento di una docente. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Tutto sembra trovare posto sotto il cappello del bullismo<\/strong> e del suo cugino digitale. <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Eppure<strong> rubare una merenda non pu\u00f2 essere equiparato a prendere a calci una cattedra<\/strong> o, peggio, un professore. <\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">D\u2019altro canto <strong>dare dello \u201dsfigato\u201d<\/strong> ad un compagno nella chat di classe <strong>non pu\u00f2 valere quanto furto di identit\u00e0<\/strong> o istigazione al suicidio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo bisogno ossessivo di agglomerare i problemi con la sicumera di risolverli con una misura unica si scontra con la logica dei compartimenti stagni che separa nuovamente il bullismo dal cyberbullismo.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><\/span><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font=&#8221;|||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#007CBA&#8221; header_font=&#8221;|||on|||||&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p><strong>Noi di Fondazione Carolina crediamo che il problema sia altrove. Bisogna partire dal basso, da quello che gli antichi chiamavano \u201cagone\u201d, ovvero il campo dell\u2019arena. <\/strong><span style=\"font-weight: 400;\"><\/span><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u00ec, accanto ai ragazzi, <strong>nel cuore della sfida quotidiana pi\u00f9 importante: crescere<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per loro non esiste distinzione tra reale e virtuale, tra bulli e cyberbulli. Noi pensiamo siano al sicuro nelle loro camerette, invece sono liberi di navigare per un mondo che noi adulti, conosciamo solo in parte.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Per questo riteniamo che, oggi come oggi, non possa nascere un provvedimento cos\u00ec cruciale per le nuove generazioni, senza un loro coinvolgimento.<\/strong> <\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Proprio la logica della concertazione, del confronto e ancor prima dell\u2019ascolto, era al centro della legge dedicata a Carolina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"> Informazioni, strategie, risorse e programmazione <strong>avrebbero dovuto poggiare sul quel Tavolo interministeriale<\/strong> coordinato dal Ministero dell\u2019Istruzione, aperto agli addetti ai lavori e alle aziende new media, con il fine di stabilire delle linee guida a tutte le scuole e ai luoghi educativi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Linee guida che il testo approvato dalla Commissione della Camera affida alle singole scuole, proprio dopo la circolare dello stesso ministro Valditara che ricordava le disposizioni del Dicastero in materiali di utilizzo dei device privati all\u2019interno degli Istituti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La serie di contraddizioni e grossolane mancanze, continua affidando ai Tribunali per i Minorenni, ormai ridotti all\u2019osso dagli ultimi provvedimenti e dalle risorse limitate, la partita della \u201crieducazione\u201d dei bulli, con tanto di verifica finale. Una prassi gi\u00e0 consolidata grazie all\u2019istituto giuridico della Messa alla prova, cui molti ragazzi, sempre minorenni, si sono rivolti per riparare ai loro errori. In tema di cyberbullismo, il processo seguito alla morte di Carolina ha stabilito un precedente fondamentale a riguardo, con i 5 minorenni coinvolti protagonisti di percorsi solidali impegnativi fino a 27 mesi.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le forze in campo ci sono, gli strumenti anche. <strong>Eppure, quando si parla di ragazzi, si arriva fino ad un certo punto e poi si decide inesorabilmente di tornare indietro e ricominciare tutto da capo.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una <strong>inspiegabile sindrome di Penelope<\/strong> dalla quale ci sentiamo molto distanti.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una \u201cnuova\u201d legge su bullismo e cyberbullismo, serve davvero? Quando si parla di ragazzi si arriva fino ad un certo punto e poi si decide di ricominciare tutto da capo.<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":6505,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senso di appartenenza, ribellione, o pi\u00f9 semplicemente autolesionismo. L\u2019ultima moda che imperversa sui social si chiama <strong>\u201cCicatrice francese\u201d<\/strong> e, a dispetto del nome, non si tratta di nulla di raffinato. La <em>challenge<\/em> che in queste settimane sta spaventando genitori e docenti si distingue dal resto delle prove estreme che si trovano in Rete e che viaggiano sulle chat. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova challenge della \"cicatrice francese\"<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di <strong>simulare gli effetti di una colluttazione tramite pressioni, sfregamenti e graffi sotto un occhio<\/strong>, nella parte pi\u00f9 alta della guancia. Una volta che il volto si presenta con una striscia o comunque un segno rosso o violaceo ben distinguibile, <strong>i ragazzi e le ragazze che aderiscono a questa prova si sentono parte di un gruppo<\/strong>, forti di un\u2019esperienza che li accomuna. Una sorta di protesta che li vede \u201c<strong>lottatori inascoltati<\/strong>\u201d in una societ\u00e0 che non sentono propria e in un quotidiano che non li rappresenta.                                                                                        Motivazioni profonde che hanno spinto alcuni adolescenti a fare proseliti sui social e sulle piattaforme pi\u00f9 diffuse tra i giovanissimi, invitandoli a partecipare a questa challenge per diffondere il messaggio della \u201ccicatrice\u201d.                       Da qui nasce la viralit\u00e0 di questa pratica, raccontata dai giornali e al centro di un recente appello della Polizia postale.\u00a0<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:pullquote -->\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u201cIl rischio \u00e8 che si possa replicare un vortice emulativo simile a quello che abbiamo dovuto gestire qualche anno fa durante il boom della <em>blue whale<\/em>\u201d<\/p><cite><strong>Ivano Zoppi<\/strong>, Segretario generale di Fondazione Carolina<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n<!-- \/wp:pullquote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6104,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Progetto-senza-titolo-3-1-1024x793.jpg\" alt=\"cicatrice francese\" class=\"wp-image-6104\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\u201cQuella psicosi, sospinta dalla rilevanza mediatica, rappresenta un potente diversivo rispetto ad altri fenomeni che, negli anni a venire, avrebbero comportano dei rischi ancora pi\u00f9 concreti per le nuove generazioni\u201d, continua Ivano Zoppi. Parliamo delle challenge estreme, dall\u2019auto soffocamento ai selfie estremi in cima ai palazzi o sul ciglio dei burroni. \u201cStiamo ricevendo molte domande da parte di genitori e docenti - commenta il referente di Fondazione Carolina - preoccupati dalle notizie che si rincorrono sugli organi d\u2019informazione, ma al di l\u00e0 di qualche caso, comunque da non sottovalutare, il fenomeno \u00e8 molto circoscritto\u201d.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/blockquote>\n<!-- \/wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cicatrice francese racconta una ricerca d'identit\u00e0 e di emozioni artificiali<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La \u201ccicatrice francese\u201d, piuttosto, racconta una ricerca di identit\u00e0 e una volont\u00e0 di autoaffermazione che i pi\u00f9 giovani non riescono a declinare sul piano delle relazioni autentiche. <em>L\u2019ho visto sui social e l\u2019ho fatto perch\u00e9 \u00e8 figo e ci stava provarlo\u2026 Tanto mica moriamo, alla fine ognuno \u00e8 libero di fare quello che vuole.<\/em> \"Questa \u00e8 una delle testimonianze che abbiamo raccolte da ragazzi, poco pi\u00f9 che 12enni, alla ricerca di emozioni artificiali e, pertanto, pronti ad emulare i comportamenti pi\u00f9 disparati\u201d, aggiunge Ivano Zoppi, auspicando un maggior senso di responsabilit\u00e0 da parte degli organi d\u2019informazione. \u201cIn generale il mondo adulto fa i propri interessi, senza curarsi delle conseguenze che gravano sui minori, in balia di un deserto emotivo - conclude il Segretario generale di Fondazione Carolina - alimentato dalla nostra pigrizia e noncuranza. Andiamoli a prendere e accompagniamoli alla scoperta del mondo, online come offline, senza deleghe o scorciatoie\u201d.\u00a0<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da qui l\u2019importanza di aggiornarsi rispetto ai nuovi pericoli online, soprattutto nell\u2019ottica preventiva di saper intercettare per tempo i segnali del disagio.\u00a0<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","_et_gb_content_width":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[129,264,35,106,265,263,266,259,159,123,62],"class_list":["post-6502","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","tag-adolescenti","tag-baby-followers","tag-cyberbullismo","tag-educazione-digitale","tag-fondazione-carolina","tag-ivano-zoppi","tag-legge-17-maggio-2017","tag-papa-picchio","tag-ragazzi","tag-social","tag-social-network"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.3.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Cyberbullismo, la nuova legge \u00e8 una tela di Penelope<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Una \u201cnuova\u201d legge su bullismo e cyberbullismo, serve davvero? 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