{"id":6253,"date":"2023-03-22T09:31:13","date_gmt":"2023-03-22T08:31:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/?p=6253"},"modified":"2023-03-22T11:52:11","modified_gmt":"2023-03-22T10:52:11","slug":"sharenting-se-i-genitori-spammano-i-figli-in-rete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/news\/sharenting-se-i-genitori-spammano-i-figli-in-rete\/","title":{"rendered":"Sharenting, se i genitori spammano i figli in rete"},"content":{"rendered":"\n[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; header_3_font_size=&#8221;18px&#8221; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<h3>\u201cMa quello non sono io\u201d! A causa dello <em>sharenting<\/em>, tra qualche anno questa frase potrebbe essere pronunciata all\u2019interno di tante famiglie. Milioni di ragazze e ragazzi che si ribelleranno alla narrazione della propria immagine costruita a loro insaputa dai genitori. \u00c8 questo lo scenario di un futuro pi\u00f9 che plausibile, che incombe sulle mamme e i pap\u00e0 che postano in continuazione foto e video dei propri figli.<\/h3>\n<h2><em>Sharenting<\/em>, online prima di venire al mondo<\/h2>\n<p><!-- \/divi:paragraph -->Il fenomeno si chiama <em>sharenting<\/em> e, in lingua inglese, unisce i termini \u201ccondivisione\u201d (<em>sharing<\/em>) e \u201cgenitorialit\u00e0\u201d (<em>parenting<\/em>).<br \/>Una prassi che espone i minori sui social e nelle chat ancora prima di venire al mondo. <strong>Dalla prima ecografia in avanti<\/strong>, ogni momento \u00e8 buono per essere immortalato e condiviso sulle varie piattaforme.<\/p>\n<h2>Prima dei 5 anni un bambino ha circa 1500 foto sul web<\/h2>\n<p>Le foto messe in Rete circolano e <strong>diventano disponibili praticamente per chiunque<\/strong>. Non solo, questa diffusione costante da parte dei genitori, pu\u00f2 causare anche <a href=\"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/news\/connessioni-delicate-il-rapporto-minori-web-e-una-questione-di-salute\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">danni a livello psicologico nel minore<\/a> che viene sovraesposto fin dalla nascita.<br \/>Una ricerca svolta dalla <em>Child Rescue Coalition<\/em> mostra che all\u2019et\u00e0 di 2 anni, <strong>il 90% dei bambini<\/strong> ha gi\u00e0 una presenza sui social e che prima dei 5 anni si postano pi\u00f9 di 1500 foto che li rappresentano.<\/p>\n<p><!-- divi:pullquote --><\/p>\n<figure class=\"wp-block-pullquote\">\n<blockquote><\/blockquote>\n<\/figure>\n<p><!-- \/divi:paragraph --><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Sharenting-se-i-genitori-spammano-i-figli-in-rete.jpg&#8221; alt=&#8221;Sharenting se i genitori spammano i figli in rete. Un esempio di selfie madre-figlio.&#8221; title_text=&#8221;Sharenting se i genitori spammano i figli in rete&#8221; _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; border_color_all=&#8221;RGBA(255,255,255,0)&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_font_size=&#8221;25px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<h2>Lo <em>sharenting<\/em> rivela il desiderio di appagare il proprio ego digitale<\/h2>\n<p>Non si tratta di qualche scatto in occasioni speciali, ma di una <strong>costante esibizione<\/strong> che risponde ad un bisogno <strong>dell&#8217;adulto<\/strong>, pi\u00f9 che all\u2019interesse del bambino.<br \/>Gli esperti non temono di definire questo processo una \u201cvetrinizzazione\u201d dei figli a mezzo social. La foto assieme ai bambini diventa quindi <strong>una chiave per ottenere <em>follower<\/em><\/strong> ed appagare il proprio ego digitale. Per non parlare delle chat di messaggistica istantanea, dove le immagini dei bambini spopolano a dispetto del contesto.<\/p>\n<h2>In Francia la proposta di legge per arginare i fattori di rischio dello <em>sharenting<\/em><\/h2>\n<p>Oltre alla tematica dell\u2019identit\u00e0 digitale, infatti, emerge un rilevante <strong>fattore di rischio<\/strong> rispetto all\u2019utilizzo di questo materiale. Video e foto dei nostri figli possono finire nelle mani (o sui profili) sbagliate.<br \/>Da qui nasce la proposta di legge francese per arginare il fenomeno dello <em>sharenting<\/em>.<br \/>La Francia, gi\u00e0 al lavoro su <strong>una norma che protegga i bambini<\/strong> dal libero accesso ai siti pornografici, sta lavorando ad un legge che ponga il freno ai genitori <em>influencer<\/em>. Una sfida lanciata gi\u00e0 lo scorso settembre, con la costituzione della delegazione per i diritti dei bambini. Dopo la recente approvazione unanime del testo nel parlamento francese ora la palla passa in Senato per la seconda lettura, ma l\u2019obiettivo comune sembra ben delineato: chiarire che \u201ci genitori non hanno un diritto assoluto\u201d sull\u2019immagine dei loro figli.<em><br \/><\/em><\/p>\n<h2>A tutela della privacy: evitare lo <em>sharenting<\/em> condividendo senza passare dai social<\/h2>\n<p>Gli accorgimenti a tutela della privacy dei pi\u00f9 piccoli per evitare lo <em>sharenting<\/em> sono diversi.<br \/><strong>Usare la mail per inviare immagini<\/strong> dei propri figli a parenti o amici lontani, ad esempio, consente di condividere un\u2019emozione usando lo strumento digitale, ma senza passare dai social o dalle App di messaggistica istantanea.<br \/>Altro escamotage, l\u2019utilizzo dei <strong><em>cloud<\/em> condivisi in famiglia<\/strong> permette di limitare la diffusione di materiali privati o sensibili, come le foto del compleanno di un nipotino.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Una ricerca commissionata da <em>ParentZone<\/em> sottolinea che il 32% dei genitori pubblica tra le 11 e le 20 foto del proprio figlio o figlia al mese. Il 28% di loro non si \u00e8 mai posto il problema di chiedere ai figli il consenso.<\/p>\n<\/blockquote>\n<h2>Lo <em>sharenting<\/em> non garantisce il \u201cdiritto all\u2019oblio\u201d<\/h2>\n<p>Una volta adulti, per le nuove generazioni di oggi potrebbe essere <strong>difficile crearsi un\u2019identit\u00e0 digitale propria<\/strong>. Impossibile, del resto, garantire il famoso \u201cdiritto all\u2019oblio\u201d a fronte di migliaia di foto e video gi\u00e0 pubblicate negli anni. Almeno fino a quella fatidica frase, quel preciso momento in cui i figli staccano il cordone ombelicale dai social dei genitori per crearsi i loro profili.<\/p>\n<h2>L\u2019impegno di Fondazione Carolina<\/h2>\n<p>Fondazione Carolina, attraverso il portale <a href=\"https:\/\/www.minorionline.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>minorionline.com<\/em><\/a>, ha messo a disposizione delle famiglie e di ogni adulto con responsabilit\u00e0 educative, strumenti e informazioni per garantire ai pi\u00f9 piccoli un\u2019esperienza digitale protetta e positiva.<br \/><strong>Materiale educativo<\/strong>, schede sui social e per la sicurezza online: <a href=\"https:\/\/www.minorionline.com\/materiale-educativo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">minorionline.com\/materiale-educativo<\/a><br \/>Sul canale YouTube della Fondazione il <strong>video<\/strong> <strong>approfondimento sullo <em>sharenting<\/em><\/strong>:<a href=\"https:\/\/youtu.be\/2iFXpghzQrI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> youtu.be\/2iFXpghzQrI<\/a><\/p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milioni di ragazze e ragazzi si ribelleranno alla narrazione della propria immagine costruita a loro insaputa dai genitori: lo sharenting.<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":6258,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Senso di appartenenza, ribellione, o pi\u00f9 semplicemente autolesionismo. L\u2019ultima moda che imperversa sui social si chiama <strong>\u201cCicatrice francese\u201d<\/strong> e, a dispetto del nome, non si tratta di nulla di raffinato. La <em>challenge<\/em> che in queste settimane sta spaventando genitori e docenti si distingue dal resto delle prove estreme che si trovano in Rete e che viaggiano sulle chat. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La nuova challenge della \"cicatrice francese\"<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di <strong>simulare gli effetti di una colluttazione tramite pressioni, sfregamenti e graffi sotto un occhio<\/strong>, nella parte pi\u00f9 alta della guancia. Una volta che il volto si presenta con una striscia o comunque un segno rosso o violaceo ben distinguibile, <strong>i ragazzi e le ragazze che aderiscono a questa prova si sentono parte di un gruppo<\/strong>, forti di un\u2019esperienza che li accomuna. Una sorta di protesta che li vede \u201c<strong>lottatori inascoltati<\/strong>\u201d in una societ\u00e0 che non sentono propria e in un quotidiano che non li rappresenta.                                                                                        Motivazioni profonde che hanno spinto alcuni adolescenti a fare proseliti sui social e sulle piattaforme pi\u00f9 diffuse tra i giovanissimi, invitandoli a partecipare a questa challenge per diffondere il messaggio della \u201ccicatrice\u201d.                       Da qui nasce la viralit\u00e0 di questa pratica, raccontata dai giornali e al centro di un recente appello della Polizia postale.\u00a0<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:pullquote -->\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u201cIl rischio \u00e8 che si possa replicare un vortice emulativo simile a quello che abbiamo dovuto gestire qualche anno fa durante il boom della <em>blue whale<\/em>\u201d<\/p><cite><strong>Ivano Zoppi<\/strong>, Segretario generale di Fondazione Carolina<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n<!-- \/wp:pullquote -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":6104,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/www.fondazionecarolina.org\/2021\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Progetto-senza-titolo-3-1-1024x793.jpg\" alt=\"cicatrice francese\" class=\"wp-image-6104\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:quote -->\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><!-- wp:paragraph -->\n<p>\u201cQuella psicosi, sospinta dalla rilevanza mediatica, rappresenta un potente diversivo rispetto ad altri fenomeni che, negli anni a venire, avrebbero comportano dei rischi ancora pi\u00f9 concreti per le nuove generazioni\u201d, continua Ivano Zoppi. Parliamo delle challenge estreme, dall\u2019auto soffocamento ai selfie estremi in cima ai palazzi o sul ciglio dei burroni. \u201cStiamo ricevendo molte domande da parte di genitori e docenti - commenta il referente di Fondazione Carolina - preoccupati dalle notizie che si rincorrono sugli organi d\u2019informazione, ma al di l\u00e0 di qualche caso, comunque da non sottovalutare, il fenomeno \u00e8 molto circoscritto\u201d.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><\/blockquote>\n<!-- \/wp:quote -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La cicatrice francese racconta una ricerca d'identit\u00e0 e di emozioni artificiali<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La \u201ccicatrice francese\u201d, piuttosto, racconta una ricerca di identit\u00e0 e una volont\u00e0 di autoaffermazione che i pi\u00f9 giovani non riescono a declinare sul piano delle relazioni autentiche. <em>L\u2019ho visto sui social e l\u2019ho fatto perch\u00e9 \u00e8 figo e ci stava provarlo\u2026 Tanto mica moriamo, alla fine ognuno \u00e8 libero di fare quello che vuole.<\/em> \"Questa \u00e8 una delle testimonianze che abbiamo raccolte da ragazzi, poco pi\u00f9 che 12enni, alla ricerca di emozioni artificiali e, pertanto, pronti ad emulare i comportamenti pi\u00f9 disparati\u201d, aggiunge Ivano Zoppi, auspicando un maggior senso di responsabilit\u00e0 da parte degli organi d\u2019informazione. \u201cIn generale il mondo adulto fa i propri interessi, senza curarsi delle conseguenze che gravano sui minori, in balia di un deserto emotivo - conclude il Segretario generale di Fondazione Carolina - alimentato dalla nostra pigrizia e noncuranza. Andiamoli a prendere e accompagniamoli alla scoperta del mondo, online come offline, senza deleghe o scorciatoie\u201d.\u00a0<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da qui l\u2019importanza di aggiornarsi rispetto ai nuovi pericoli online, soprattutto nell\u2019ottica preventiva di saper intercettare per tempo i segnali del disagio.\u00a0<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","_et_gb_content_width":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[194,192,72,207,35,205,102,206,103,209,55,63,204,208,202,201,73,50,123,62,203,56],"class_list":["post-6253","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","tag-cyberjoy","tag-sid23","tag-attualita","tag-cloud","tag-cyberbullismo","tag-diritto-alloblio","tag-figli","tag-foto","tag-genitori","tag-identita-digitale","tag-legge","tag-minori-online","tag-privacy","tag-rete","tag-safer-internet-day","tag-sharenting","tag-sicurezza","tag-sicurezza-online","tag-social","tag-social-network","tag-tutela","tag-web"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.3.1 - 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